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Oggetto:
Oggetto:

Tirocinio clinico - I° clinica ortopedica e I° divisione ortopedica

Oggetto:

internship

Oggetto:

Anno accademico 2017/2018

Docente
Elena Stoppa ( Tutor clinico)
Corso di studi
[f070-c701] INFERMIERISTICA (ABILITANTE ALLA PROFESSIONE SANITARIA DI INFERMIERE)
Anno
3° anno
Tipologia
--- Nuovo Ordinamento ---
Crediti/Valenza
0
Modalità di erogazione
Tradizionale
Lingua di insegnamento
Italiano
Modalità di frequenza
Obbligatoria
Tipologia d'esame
Prova pratica
Prerequisiti
Conoscenze di Ortopedia e Chirurgia
Oggetto:

Sommario del corso

Oggetto:

Obiettivi formativi

 

OFFERTA FORMATIVA I° ANNO

 

INFORMAZIONI STRUTTURALI

  • Presidio

C.T.O.

  • Dipartimento

ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

  • Struttura organizzativa (specificare se REPARTO DI DEGENZA, DH, AMB, etc…)

I° clinica ortopedica e I° divisione ortopedica

  • Modello organizzativo (funzionale, piccole équipe……)

 

Equipe

Due équipe si delineano durante la terapia, il giro visita e la pianificazione per ciascuna divisione

 

 

 

TIPOLOGIA DI UTENZA

  • Tipologia di ricovero prevalente (urgente, programmato, trasferimento…)

Programmato

  • Fasce di età prevalenti

Assistiamo pazienti dai 35 ai 90. Maggiore incidenza (70-80)

  • Problemi clinici prevalenti

Coxartrosi, gonartrosi, sostituzione PTA o PTG usurate o infette

 

 

 

IN RELAZIONE AI PROBLEMI PRIORITARI DI SALUTE SOTTOELENCATI, INDICARE QUALI CARATTERIZZANO LA VOSTRA REALTA’, PRECISANDO LA FREQUENZA CON + (presente saltuariamente), ++ (molto presente), +++ (presenza quasi esclusiva)

Þ      M. CARDIOVASCOLARI

 

+++

Þ      M. CEREBROVASCOLARI

 

+

Þ      M. RESPIRATORIE

 

++

Þ      M. SISTEMA NERVOSO CENTRALE E PERIFERICO

 

+

Þ      M. INFETTIVE

 

+

Þ      M. TUMORALI

 

++

Þ      TRAUMI

 

+

Þ      M. DISMETABOLICHE: - DIABETE

 

+++

Þ      NEFROPATIE

 

++

Þ      M. GASTROENTEROLOGICHE

 

+

Þ      SALUTE ANZIANI

 

+++

Þ      DISAGIO MENTALE

 

+

Þ      M. UROLOGICHE

          

++

Þ      ALTRO (specificare)

 

 

 

 

COMPETENZE

 

FUNZIONE ASSISTENZA

 

OBIETTIVI GENERALI

OBIETTIVI SPECIFICI

ATTIVITA’

  1. Accogliere la persona assistita e la sua famiglia nel contesto assistenziale

 

-          Predisporre l’ambiente e il materiale necessario ad accogliere un paziente nella fase di ingresso in reparto

-          Collaborare nella valutazione pre-operatoria del paziente

-          Favorire l’orientamento e l’inserimento della persona e della sua famiglia nel contesto di cura

-          Creare un clima di rispetto, fiducia e collaborazione

       ACCOGLIENZA IN FASE DI ACCETTAZIONE:

-          Chiamare il paziente e farlo accomodare in sala accettazioni

-          Informare il p.te ed eseguire prelievo ematico

-          Partecipare ad anamnesi e impostare la terapia in affiancamento

-          Eseguire prima rilevazione parametri de p.te

-          Accompagnare il p.te in stanza, rassicurarlo e favorirne l’orientamento nel contesto di cura

-          Servire la colazione piochè digiuno

-          Recuperare esami ematici e interpretarli

 

ACCOGLIENZA DURANTE IL RICOVERO

Il p.te deve sentirsi sempre accolto affinchè possa esprimere liberamente ansie e bisogni. E’ importante creare un clima di fiducia, rispetto e collaborazione.

 

  1. Comunicare con la persona assistita e con la sua famiglia in modo adattato

-          Adattare la comunicazione alla persona e alla sua famiglia rispetto alle condizioni di salute dal paziente (anziano ipoacusico o rallentato) e alle condizioni emotive dei famigliari (ansia)

-          Collaborare con l’èquipe nei momenti di informazione dei parenti

-          Comunicare con i pazienti e i parenti in modo adeguato.

 

COMPETRENZE RELAZIONALI IDONEE

-          Salutare

-          Presentarsi

-          Motivare la propria presenza

-          Introdurre il colloquio partendo dai dati osservati

-          Ascoltare con atteggiamento rassicurante – riflessivo

-          Assumere comunicazione non verbale empatica; contatto visivo e corporeo, vicinanza fisica a livello del p.te, comfort

-          Porre domande esplorative e accogliere risposte con empatia

-          Rispondere a richieste esplicite

-          Chiudere l’incontro chiedendo riscontro

 

  1. Identificare, sulla base dei dati raccolti, i bisogni di assistenza infermieristica della persona valutandone il livello di autonomia in rapporto alla malattia, al contesto di cura, al percorso diagnostico-terapeutico, allo stile di vita, alla qualità percepita di vita

-          Identificare soprattutto i bisogni primari del p.te e saperli motivare con terminologia idonea

-          Eseguire corretta raccolta dati avvalendosi di colloquio con p.te e parenti, rilevazione dati oggettivi,documenti medici – infermieristici

-          Identificare bisogni del p.te e motivarli

 

Esempi:

1: La sig.ra R. lamenta bruciore alla minzione e calore corporeo. Chiede di urinare in padella. Le urine sono torbide e maleodoranti. TC 38.5 C°.

Dati: stranguria, ipertermia, urine torbide e maleodoranti.

Ipotesi: cistite. Bisogno: guarirne.

 

2: Il sig. M. riferisce di non andare di corpo da 5 giorni. E’ canalizzato ai gas. Addome trattabile.

Problema: stipsi. Bisogno: evacuare.

 

3: La sig.ra D. ha molto male all’arto operato. Il viso è contratto, pallido. Il corpo assume posizione antalgica. La VAS è di 7.

Problema: dolore. Bisogno: non avere male

 

  1. Definire gli obiettivi di assistenza e il programma delle attività da realizzare

-          Definire, in collaborazione, gli obiettivi assistenziali

-          Definire , in collaborazione, il programma delle attività assistenziali

-          Programmare e pianificare le attività assistenziali in base alle priorità di assistenza

-          Esercitarsi soprattutto sui bisogni primari del p.te

 

-          Definire per ogni paziente preso in carico gli obiettivi assistenziali; comunicare tali obiettivi agli infermieri guida/tutor per programmare, in collaborazione, la fase successiva di pianificazione assistenziale.

-          Definire quali sono le priorità assistenziali, sia per il paziente singolo che per il gruppo di pazienti in carico.

 

Esempi (continuano i casi sopra citati):

1: La sig.ra R. deve guarire da una presunta cistite. Prima bisogna diagnosticarla. E’ un problema collaborativo; ci si avvale del medico che prescrive l’urocoltura. La si prepara.

 

2: Il sig. M. non evacua da 5 giorni. E’ allettato. Si pianifica per lui un clistere di pulizia.

 

3: La sig.ra D. ha dolore. Si guarda in cartella anestesiologica o in terapia se è prescritto un antidolorifico, altrimenti ci si avvale del medico per impostarlo

 

  1. Applicare gli interventi tecnici, relazionali ed educativi previsti dal piano stesso adattandoli

-          Applicare gli interventi tecnici, relazioni ed educativi posti nel piano assistenziale

-          Valutare il raggiungimento degli obiettivi posti nel piano assistenziale ed escogitare nuove strategie se non raggiunti

-          Applicare gli interventi tecnici seguendo la corrette fasi metodologiche: informazione, preparazione del materiale/ambiente, preparazione della persona e dell’operatore, attuazione della tecnica, controllo e verifica delle reazione, riordino e smaltimento rifiuti, registrazione.

-          Attuare le tecniche solo nel momento in cui si è consapevoli della motivazione di tali prescrizioni, dell’eventuali complicanze.

-          Applicare gli interventi relazioni ed educativi  in collaborazione, qualora lo studente non ne abbia le competenze e si trovi in difficoltà

-          Adattare gli interventi al paziente, mantenendo la stessa efficacia del trattamento

 

Esempi (continuano i casi sopra citati):

1: Si informa la sig.ra R. e si esegue urocoltura con giusta tecnica. Si monitorizza TC. Si educa la p.te a bere. Se il batteriologico è positivo il medico imposta antibiotico e lo si somministra.

 

2: Si informa il sig. M. e si esegue clistere di pulizia con giusta tecnica. Si monitorizza esito.

 

3: Si rassicura la sig.ra D., le si somministra antidolorifico prescritto. Si applica crioterapia e si monitorizza esito.

 

  1. Documentare nella cartella infermieristica l’assistenza realizzata e la relativa valutazione

-          Documentare l’assistenza realizzata e la relativa valutazione

-          Esercitarsi inizialmente sull’assistenza di base erogata

-          Utilizzare correttamente la cartella infermieristica annotando le diagnosi infermieristiche, gli interventi e le relative valutazioni

-          Utilizzare correttamente i carteggi di preparazione pre-operatoria e di monitoraggio post-operatorio annessi alla cartella infermieristica

 

Esempi (continuano i casi sopra citati):

1: Consegna della sig.ra R.

“La p.te lamenta stranguria, TC 38.5°C, urine torbide e maleodoranti. Stimolata a bere. Per ordine medico Dott Z. eseguita  urocoltura in mattinata. In attesa di referto”.

 

2: Consegna del sig. M.

“Il p.te lamenta stipsi da 5 giorni. Addome trattabile. Canalizzato i gas. Eseguito clistere di pulizia. Ha evacuato feci caprine”.

 

3: Consegna della sig.ra D.

“ Il p.te lamenta algia all’arto operato. VAS 7. Ore 13.00 somministrata terpia antalgica come da prescrizione al bisogno. Applicata crioterapia. Ore 13.30 Vas 3”.

 

  1. Informare, in coordinazione con il medico, la persona assistita sulle finalità e modalità di attuazione dei percorsi diagnostici e terapeutici

-          Informare, in collaborazione medica, la persona assistita sulle finalità e modalità di attuazione dei percorsi diagnostici terapeutici

-          Favorire un dialogo sereno avvalendosi di competenze relazionali idonee (vedi punto 2)

 

-          Partecipare al giro visita, stare vicino al p.te e aiutarlo ad esprimersi.

-          Soprattutto in tale contesto iniziare a informare il p.te su inizio mobilizzazione, rimozione catetere, ripresa dell’alimentazione, gestione del dolore, finalità delle medicazioni, ecc.

 

  1. Organizzare i percorsi diagnostico-terapeutici prescritti

-          Contribuire a preparare e organizzare lo spostamento del p.te in sala operatoria o in altri servizi

-          Contribuire alla programmazione degli esami prescritti rispettando le regole e le procedure esistenti tra i vari servizi .

-          Collaborare con gli affiancatori alla preparazione di esami ematici e batteriologici e saperli motivare

-          Collaborare alla preparazione del p.te che deve eseguire esami strumentali o posizionare CVC

-          Impostare con gli affiancatori le terapie prescritte dai medici

 

  1. Preparare e assistere la persona prima, durante e dopo l’esecuzione di esami diagnostici e trattamenti terapeutici, invasivi e non, secondo i protocolli stabiliti e utilizzano le tecnologie disponibili secondo le specifiche istruzioni operative

-          Preparare il p.te per intervento chirurgico

-          Somministrare i farmaci prescritti tenendo conto delle indicazioni, modalità d’uso, interazioni e complicanze

 

        PREPARAZIONE P.TE PER LA SALA OP.

-          La sera prima dell’intervento eseguire clistere salvo controindicazioni, informare e se necessario aiutare il p.te a fare la doccia. Alimentarlo secondo protocolli. Tranquillizzarlo.

-          Il giorno dell’intervento il p.te deve eseguire cure igieniche. Se necessario aiutarlo. Preparare il letto per la sala. Eseguire tricotomia. Far rimuovere al p.te monili, occhiali, protesi. Mettergli camice, cuffia, calza elastica. Posizionare catetere vescicale con tecnica sterile. Somministrare preanestesia e terapia domiciliare previa valutazione. L’infermiere posiziona cannula e infonde antibiotico.

-          Applicare i programmi terapeutici prescritti, tenendo conto delle interazione dei farmaci e delle complicanze della te. Pertanto conoscere farmaci più usati in reparto.

  1. Monitorare le reazioni cliniche ed emotive della persona assistita, gli effetti terapeutici dei trattamenti effettuati, rilevando precocemente i segni e i sintomi di eventuali effetti collaterali

-          Monitorare le reazioni cliniche ed emotive della persona assistita

-          Monitorare gli effetti terapeutici dei trattamenti effettuati, rilevando precocemente segni e sintomi di eventuali effetti collaterali

       A CCOGLIERE IL PAZIENTE DALLA SALA OP.

-          All’arrivo del p.te dalla sala op. rilevare con appositi carteggi coscienza, Pao, Fc, SpO2, TC, VAS, diuresi, sensibilità e motricità arto operato, medicazione ferita chirurgica, contenuto drenaggi.

-          Favorire comfort del p.te. Posizionare triangolo, campanello, crioterapia, calza elastica contro laterale, archetto, cuscino divaricatore o cuscinetto per ginocchio. Se necessario abbassare persiane.

-          Tranquillizzare p.te e chiamare parenti.

-          Monitorare gli effetti terapeutici e non delle terapie farmacologiche somministrate (effetti positivi o negativi dei principali antalgici toradol, contramal, morfina )

-          Monitorare parametri p.te come prescritto da anestesista. Eseguire prelievo.

  1. Attuare interventi assistenziali, secondo i protocolli, per prevenire o trattare complicanze

-          Conoscere farmacologia e scopo di utilizzo dei protocolli di reparto quali: profilassi antibiotica per PTA, PTG, PTS, profilassi per endocardite batterica, profilassi antitromboembolica, protocollo per gestione dolore, protocollo per preanestesia

-          Conoscere e saper attuare protocolli per alimentazione pre operatoria, lavaggio mani, medicazione ferita chirurgica e corretta mobilizzazione p.te con protesi

-          Somministrare farmaci per os, sc o im secondo protocollo e saperli motivare

-          Preparare il p.te per la sala seguendo i protocolli

-          Medicare il p.te operato seguendo protocollo

-          Utilizzare le metodologie corrette dello spostamento in sicurezza del paziente operato di PTA e PTG

  1. Identificare segni e sintomi di situazioni acute/critiche

-          Rilevare e segnalare alterazioni delle funzioni vitali

 

-          Rilevare i parametri vitali del p.te, conoscendo il range per ogni valore

-          Identificare valori anomali e riferirli subito a medici o infermieri

-          Osservare il p.te dalla testa ai piedi per rilevare anomalie (es: alterazione della coscienza, pallore, sanguinamento, anuria, ecc) e, se presenti, riferirle subito

  1. Attuare interventi mirati a fronteggiarle, attivando tempestivamente il medico e altri professionisti

-          Osservare, in affiancamento, interventi atti a fronteggiare situazioni acute e critiche

-          Quando la situazione è stabile, rielaborare l’accaduto con l’affiancatore

-          Osservare la gestione dell’urgenza

-          Quando la situazione è stabile, partecipare al monitoraggio dei parametri viali in accordo con affiancatore

  1. Individuare i problemi prioritari nell’ambito dell’autogestione della malattia e dei trattamenti gestibili attraverso interventi educativi

-          Educare il p.te ad essere più autonomo, concentrandosi inizialmente sui bisogni primari

-          Aiutare il p.te a recuperare autonomia nella mobilizzazione, fornendogli nozioni sulle giuste tecniche

-          Aiutare il p.te a recuperare autonomia nella cura di sé

-          Educare il p.te ad una corretta alimentazione se sovrappeso

  1. Stabilire e applicare con la persona assistita e la famiglia un progetto educativo personalizzato

-          Organizzare con l’èquipe un percorso riabilitativo adatto al paziente

        -    Assistere la persona nel recupero delle attività                 motorie alterate   e collaborare con il fisioterapista al programma di riabilitazione

 

 

  1. Valutare il livello di capacità di autocura raggiunto dalla persona e dalla sua famiglia

-          Valutare capacità raggiunte dal p.te in contesto di reparto

-          Dare indicazioni chiare su come ci si deve comportare dopo intervento di PTA, PTG, PTS (anche tramite opuscolo)

-          Far utilizzare alla persona assistita le proprie capacità residue fino alla guarigione

             

  1. Gestire, in collaborazione con l’équipe assistenziale, la fase della dimissione della persona dal contesto di cura

-          Apprendere con l’affiancatore i differenti percorsi di dimissione come: struttura riabilitativa, assistenza domiciliare, trasferimento in altra unità  operativa, domicilio

-          Partecipare con l’affiancatore all’organizzazione dei diversi percorsi di dimissioni

-          Saperli motivare

 

 

FUNZIONE ORGANIZZAZIONE

 

18     Organizzare le attività assistenziali per le persone affidate tenendo conto delle esigenze della persona, del contesto organizzativo specifico e dell’utilizzo ottimale delle risorse disponibili nel servizio

-          Organizzare assistenza di base della persona affidata, tenendo conto delle esigenze della persona, del contesto di cura e delle risorse disponibili

-          Comprendere organizzazione di reparto

-          Erogare attività di assistenza di base del p.te compatibilmente con organizzazione del reparto

19     Attribuire al personale di supporto, sulla base della valutazione delle necessità assistenziali delle persona assistite, le attività assistenziali conformi al loro profilo

-          Comprendere che l’infermiere può e deve attribuire al personale di supporto le attività assistenziali conformi al proprio profilo

-          Riconoscere le varie figure sanitarie ed ausiliari presenti nell’unità lavorativa, stabilirne le competenze e le attività assistenziali conformi al profilo

20     Interagire con componenti dell’équipe facilitando i rapporti e apportando contributi costruttivi

-          Interagire in modo costruttivo con i componenti dell’èquipe, sia essa medica, infermieristica o di supporto

-          Lavorare a stretto contatto con medici, inferimieri, oss, tecnici, ecc, in modo da assistere adeguatamente il paziente , riuscendo ad integrare le proprie competenze a quelle delle altre figure sanitarie

-          Collaborare con l’èquipe per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti

-          Assumersi le proprie responsabilità derivati dal ruolo

21     Intervenire costruttivamente nell’analisi e nella soluzione dei problemi evidenziati   nell’organizzazione dell’assistenza

-          Individuare i problemi evidenziati nell’organizzazione dell’assistenza

-          Analizzare e trovare una soluzione dei problemi

-          Riconoscere le difficoltà di natura organizzativa

-          Ricercare una soluzione, attraverso interventi mirati a superare il problema organizzativo

 

 

FUNZIONE FORMAZIONE ED AUTOFORMAZIONE

 

22     Autovalutare il proprio livello di competenza professionale e segnalare i propri bisogni di formazione

-          Autovalutare il proprio livello di competenza raggiunto e segnalare i propri bisogni di formazione

-          Riconoscere e descrivere il proprio bisogno formativo

-          Pianificare il metodo per colmare i propri bisogni formativi

-          Analizzare la propria performance

23     Realizzare attività di autoformazione e documentare il percorso di apprendimento svolto

-          Realizzare attività di autoformazione e documentare il percorso di apprendimento

 

24     Realizzare attività di guida di studenti, di altri operatori in formazione

 

NB: Sebbene questo punto non sia valutabile al primo anno,nulla vieta allo studente  di trasmettere il “sapere infermieristico” ai  compagni di tirocinio in difficoltà in un’ottica di formazione tra futuri  professionisti

 

  

          

 

 

OFFERTA FORMATIVA 2° E 3° ANNO

INFORMAZIONI STRUTTURALI

  • Presidio

C.T.O.

  • Dipartimento

ORTOPEDIA E TRAUMATOLOGIA

  • Struttura organizzativa (specificare se REPARTO DI DEGENZA, DH, AMB, etc…)

I° clinica ortopedica e I° divisione ortopedica

  • Modello organizzativo (funzionale, piccole équipe……)

 

Equipe

Due équipe si delineano durante la terapia, il giro visita e la pianificazione per ciascuna divisione

 

TIPOLOGIA DI UTENZA

  • Tipologia di ricovero prevalente (urgente, programmato, trasferimento…)

Programmato

  • Fasce di età prevalenti

Assistiamo pazienti dai 35 ai 90. Maggiore incidenza (70-80)

  • Problemi clinici prevalenti

Coxartrosi, gonartrosi, sostituzione PTA o PTG usurate o infette

 

IN RELAZIONE AI PROBLEMI PRIORITARI DI SALUTE SOTTOELENCATI, INDICARE QUALI CARATTERIZZANO LA VOSTRA REALTA’, PRECISANDO LA FREQUENZA CON + (presente saltuariamente), ++ (molto presente), +++ (presenza quasi esclusiva)

Þ      M. CARDIOVASCOLARI

 

+++

Þ      M. CEREBROVASCOLARI

 

+

Þ      M. RESPIRATORIE

 

++

Þ      M. SISTEMA NERVOSO CENTRALE E PERIFERICO

 

+

Þ      M. INFETTIVE

 

+

Þ      M. TUMORALI

 

++

Þ      TRAUMI

 

+

Þ      M. DISMETABOLICHE: - DIABETE

 

+++

Þ      NEFROPATIE

 

++

Þ      M. GASTROENTEROLOGICHE

 

+

Þ      SALUTE ANZIANI

 

+++

Þ      DISAGIO MENTALE

 

+

Þ      M. UROLOGICHE

          

++

Þ      ALTRO (specificare)

 

 

 

  

COMPETENZE

 

FUNZIONE ASSISTENZA

 

OBIETTIVI GENERALI

OBIETTIVI SPECIFICI

ATTIVITA’

  1. Accogliere la persona assistita e la sua famiglia nel contesto assistenziale

 

-          Predisporre l’ambiente e il materiale necessario ad accogliere un paziente nella fase di ingresso in reparto

-          Collaborare nella valutazione pre-operatoria del paziente

-          Favorire l’orientamento e l’inserimento della persona e della sua famiglia nel contesto di cura

-          Creare un clima di rispetto, fiducia e collaborazione

       ACCOGLIENZA IN FASE DI ACCETTAZIONE:

-          Chiamare il paziente e farlo accomodare in sala accettazioni

-          Controllare richieste esami ematici, preparare il materiale

-          Informare il p.te ed eseguire prelievo ematico

-          Eseguire inizialmente in affiancamento anamnesi e impostare la terapia

-          Accertarsi di conoscere patologie e farmaci del p.te

-          Eseguire prima rilevazione parametri de p.te

-          Accompagnare il p.te in stanza, rassicurarlo e favorirne l’orientamento nel contesto di cura

-          Servire la colazione piochè digiuno

-          Recuperare esami ematici e interpretarli

 

ACCOGLIENZA DURANTE IL RICOVERO

Il p.te deve sentirsi sempre accolto affinchè possa esprimere liberamente ansie e bisogni. E’ importante creare un clima di fiducia

 

  1. Comunicare con la persona assistita e con la sua famiglia in modo adattato

-          Adattare la comunicazione alla persona e alla sua famiglia rispetto alle condizioni di salute dal paziente (anziano ipoacusico o rallentato) e alle condizioni emotive dei famigliari (ansia)

-          Collaborare con l’èquipe nei momenti di informazione dei parenti

-          Comunicare con i pazienti e i parenti in modo adeguato.

COMPETRENZE RELAZIONALI IDONEE

-          Salutare

-          Presentarsi

-          Motivare la propria presenza

-          Introdurre il colloquio partendo dai dati osservati

-          Ascoltare con atteggiamento rassicurante – riflessivo

-          Assumere comunicazione non verbale empatica; contatto visivo e corporeo, vicinanza fisica a livello del p.te, comfort

-          Porre domande esplorative e accogliere risposte con empatia

-          Rispondere a richieste esplicite

-          Chiudere l’incontro chiedendo riscontro

-          Comunicare con i pazienti e i parenti in modo adeguato

-          Autovalutare le proprie capacità nella gestione del supporto emotivo dei paziente e dei parenti

  1. Identificare, sulla base dei dati raccolti, i bisogni di assistenza infermieristica della persona valutandone il livello di autonomia in rapporto alla malattia, al contesto di cura, al percorso diagnostico-terapeutico, allo stile di vita, alla qualità percepita di vita

-          Identificare i bisogni del p.te e saperli motivare con terminologia idonea

-          Raccogliere i dati del p.te utilizzando metodi e risorse disponibili come: colloquio con p.te e parenti, rilevazione dati oggettivi, documentazione medica e infermieristica, osservazione

-          Identificare i bisogni del p.te e saperli motivare

-          Identificare se il problema è collaborativo e necessita dell’interazione di altri professionisti

-          Richiedere le consulenze insieme all’affiancatore

-          Identificare in collaborazione le difficoltà della famiglia nella gestione del p.te nella successiva fase di dimissione, se dimesso a domicilio

  1. Definire gli obiettivi di assistenza e il programma delle attività da realizzare

-          Definire, in collaborazione, gli obiettivi assistenziali

-          Definire , in collaborazione, il programma delle attività assistenziali

-          Programmare e pianificare le attività assistenziali in base alle priorità di assistenza

-          Definire per ogni paziente preso in carico gli obiettivi assistenziali; comunicare tali obiettivi agli infermieri guida/tutor per programmare, in collaborazione, la fase successiva di pianificazione assistenziale.

-          Definire quali sono le priorità assistenziali, sia per il paziente singolo che per il gruppo di pazienti in carico.

  1. Applicare gli interventi tecnici, relazionali ed educativi previsti dal piano stesso adattandoli

-          Applicare gli interventi tecnici, relazioni ed educativi posti nel piano assistenziale

-          Valutare il raggiungimento degli obiettivi posti nel piano assistenziale ed escogitare nuove strategie se non raggiunti

-          Applicare gli interventi tecnici seguendo la corrette fasi metodologiche: informazione, preparazione del materiale/ambiente, preparazione della persona e dell’operatore, attuazione della tecnica, controllo e verifica delle reazione, riordino e smaltimento rifiuti, registrazione.

-          Attuare le tecniche solo nel momento in cui si è consapevoli della motivazione di tali prescrizioni, dell’eventuali complicanze.

-          Applicare gli interventi relazioni ed educativi  in collaborazione, qualora lo studente non ne abbia le competenze e si trovi in difficoltà

-          Adattare gli interventi al paziente, mantenendo la stessa efficacia del trattamento

  1. Documentare nella cartella infermieristica l’assistenza realizzata e la relativa valutazione

-          Documentare l’assistenza realizzata e la relativa valutazione

-          Utilizzare correttamente la cartella infermieristica annotando le diagnosi infermieristiche, gli interventi e le relative valutazioni

-          Utilizzare correttamente i carteggi di preparazione pre-operatoria e di monitoraggio post-operatorio annessi alla cartella infermieristica

  1. Informare, in coordinazione con il medico, la persona assistita sulle finalità e modalità di attuazione dei percorsi diagnostici e terapeutici

-          Informare, in collaborazione medica, la persona assistita sulle finalità e modalità di attuazione dei percorsi diagnostici terapeutici

 

-          Assistere il medico nella fase di informazione al paziente sulla finalità e modalità di attuazione del suo percorso, accertandosi che il paziente abbia colto il discorso del medico.

-          Favorire un dialogo sereno avvalendosi delle competenze relazionali enunciate al punto 2

-          Stabile se la presenza di un parente possa agevolare la comprensione delle indicazioni mediche

  1. Organizzare i percorsi diagnostico-terapeutici prescritti

-          Preparare ed organizzare lo spostamento della persona in altri servizi (blocco operatorio)

-          Programmare l’esecuzione degli esami prescritti rispettando le regole e le procedure esistenti tra i vari servizi (ecg, rx torace, rx arto operato sono i più frequenti in reparto)

-          Preparare esami ematici, batteriologici, gruppo sanguigno, richiesta emazie (con affiancatore) e saperli motivare

-          Preparare p.te per posizionamento CVC

-          Preparare cartella clinica completa di tutti i documenti necessari per un sicuro trasferimento del p.te in sala operatoria

-          Impostare terapie prescritte dai medici

  1. Preparare e assistere la persona prima, durante e dopo l’esecuzione di esami diagnostici e trattamenti terapeutici, invasivi e non, secondo i protocolli stabiliti e utilizzano le tecnologie disponibili secondo le specifiche istruzioni operative

-          Preparare il p.te per intervento chirurgico

-          Somministrare i farmaci prescritti tenendo conto delle indicazioni, modalità d’uso, interazioni e complicanze

-           Preparare ed assistere le persone prima, durante e dopo l’esecuzione di esami diagnostici (ecg, rx torace, rx arto operato sono i più frequenti in reparto) trattamenti terapeutici (come posizionamento cvc)

 

 

PREPARAZIONE P.TE PER LA SALA OP.

-          La sera prima dell’intervento eseguire clistere salvo controindicazioni e se necessario aiutare il p.te a fare la doccia. Alimentarlo secondo protocolli. Tranquillizzarlo. Se I° in nota operatoria posizionare CVP

-          Il giorno dell’intervento il p.te deve eseguire cure igieniche. Se necessario aiutarlo. Preparare il letto per la sala. Eseguire tricotomia. Far rimuovere al p.te monili, occhiali, protesi. Mettergli camice, cuffia, calza elastica. Posizionare CV con tecnica sterile. Somministrare preanestesia e terapia domiciliare previa valutazione. Posizionare CVP se 2° o 3° in nota operatoria e infondere ATB

 

-          Conoscere e applicare i protocolli e le indicazioni interne per i principali esami diagnostici e trattamenti terapeutici effettuati nel nostro reparto

-          Applicare i programmi terapeutici prescritti, tenendo conto delle interazione dei farmaci e delle complicanze della terapia stessa (profilassi antibiotica, antitromboembolica, preanestesia, terapia antalgica)

  1. Monitorare le reazioni cliniche ed emotive della persona assistita, gli effetti terapeutici dei trattamenti effettuati, rilevando precocemente i segni e i sintomi di eventuali effetti collaterali

-          Accogliere il p.te dalla sala operatoria

-          Monitorare le reazioni cliniche ed emotive della persona assistita

-          Monitorare gli effetti terapeutici dei trattamenti effettuati, rilevando precocemente segni e sintomi di eventuali effetti collaterali

       A CCOGLIERE IL PAZIENTE DALLA SALA OP.

-          All’arrivo del p.te dalla sala op. rilevare con appositi carteggi coscienza, Pao, Fc, SpO2, TC, VAS, diuresi, sensibilità e motricità arto operato, medicazione ferita chirurgica, contenuto drenaggi.

-          Osservare i carteggi post operatori per sapere il tipo di anestesia, se il p.te ha trasfuso, quali sono le indicazioni anestesiologiche

-          Osservare se terapia infusionale e antalgica in corso  corrisponde a indicazioni anestesiologiche 

-          Favorire comfort del p.te. Posizionare triangolo, campanello, crioterapia, calza elastica contro laterale, archetto, cuscino divaricatore o cuscinetto per ginocchio. Se necessario abbassare persiane.

-          Tranquillizzare p.te e chiamare parenti.

-          Preparare prelievo di controllo

-          Rimonitorare il p.te secondo lo schema orario prescritto

 

-          Monitorare gli effetti terapeutici e non delle terapie farmacologiche somministrate (effetti positivi o negativi dei principali antalgici toradol, contramal, morfina )

  1. Attuare interventi assistenziali, secondo i protocolli, per prevenire o trattare complicanze

-          Conoscere farmacologia e scopo di utilizzo dei protocolli di reparto quali: profilassi antibiotica per PTA, PTG, PTS, profilassi per endocardite batterica, profilassi antitromboembolica, protocollo per gestione dolore, protocollo per preanestesia

-          Conoscere e saper attuare protocolli per alimentazione pre operatoria, lavaggio mani, medicazione ferita chirurgica e corretta mobilizzazione p.te con protesi , gestione CVC

-          Conoscere complicanze evitabili grazie alle profilassi: TVP, EPA, infezioni

-          Somministrare farmaci secondo protocollo e saperli motivare

-          Preparare il p.te per la sala seguendo i protocolli

-          Medicare il p.te operato seguendo protocollo

-          Utilizzare le metodologie corrette dello spostamento in sicurezza del paziente operato di PTA e PTG

-          Decidere le metodologie più idonee per prevenire o trattare le complicanze del paziente operato di PTA, PTG, PTS (profilassi ATE e calze elastiche per TVP, profilassi ATB e norme igieniche per infezioni, scala VAS per il dolore, mobilizzazione o mad per LDD, ecc)

  1. Identificare segni e sintomi di situazioni acute/critiche

-          Valutare le condizioni cliniche ed evolutive del p.te

-          Conoscere segni e sintomi delle maggiori complicanze in contesto protesico: TVP, EPA, shock ipovolemico da anemizzazione o da farmaci, IMA, FA

-          Rilevare tempestivamente e segnalare alterazioni delle funzioni vitali

-          Rilevare tempestivamente e segnalare eventuali alterazioni della funzioni vitali del quadro neurologico, della funzione cardiocircolatoria e della funzione respiratoria dei pazienti

  1. Attuare interventi mirati a fronteggiarle, attivando tempestivamente il medico e altri professionisti

-          Attuare, in collaborazione, interventi atti a fronteggiare situazioni acute e critiche

-          Quando situazione stabile, rielaborare gestione dell’urgenza con affiancatore

-          Controllare e imparare a utilizzare il carrello delle urgenze

-          Applicare il protocollo bls o i primi interventi (ossigeno terapia, monitor, reperire accesso venoso)

  1. Individuare i problemi prioritari nell’ambito dell’autogestione della malattia e dei trattamenti gestibili attraverso interventi educativi

-          Individuare le problematiche in ambito dell’autogestione della malattia in previsione delle dimissioni

-          Individuare eventuali trattamenti gestibili attraverso interventi educativi

-          Raccogliere dati per identificare le problematiche dell’autogestione della malattia, rendendo il paziente consapevole delle difficoltà che riscontrerà nella vita quotidiana

-          Programmare interventi educativi per risolvere le problematiche di autogestione della malattia (utilizzo caregiver o di un famigliare)

  1. Stabilire e applicare con la persona assistita e la famiglia un progetto educativo personalizzato

-          Organizzare con l’èquipe un percorso riabilitativo adatto al paziente

-          Assistere la persona nel recupero delle attività motorie alterate e collaborare con il fisioterapista al programma di riabilitazione

-          Coinvolgere i parenti

  1. Valutare il livello di capacità di autocura raggiunto dalla persona e dalla sua famiglia

-          Far utilizzare alla persona assistita le proprie capacità residue fino alla guarigione

-          Dare indicazioni chiare su come ci si deve comportare dopo intervento di PTA, PTG, PTS

-          Valutare capacità raggiunte in contesto di reparto

  1. Gestire, in collaborazione con l’équipe assistenziale, la fase della dimissione della persona dal contesto di cura

-          Organizzare, con l’èquipe, il trasferimento ad altra UO di degenza o struttura riabilitativa, o il rientro al proprio domicilio della persona assistita, in collaborazione, in questo caso, con i servizi territoriali

-          Organizzare con gli infermieri guida/tutor la fase di dimissione, coinvolgendo i famigliari o il care giver, impostando un incontro con gli stessi prima della dimissione se paziente dimesso a domicilio

-          Dare indicazioni chiare di come verrà impostato il proseguo a domicilio (controlli ambulatoriali, numeri telefonici di riferimento, opuscolo che spiega come ci si deve comportare con un apparecchio gessato, ecc.)

 

 

FUNZIONE ORGANIZZAZIONE

 

18     Organizzare le attività assistenziali per le persone affidate tenendo conto delle esigenze della persona, del contesto organizzativo specifico e dell’utilizzo ottimale delle risorse disponibili nel servizio

-          Organizzare le attività assistenziali della persona affidata, tenendo conto delle esigenze della persona, del contesto di cura e delle risorse disponibili

-          Analisi del contesto di cura (strutturazione, unità operative con cui si collabora, servizi tecnici, quali tac, rmn, radiologia, ecc) e della risorse disponibili (materiali ed umane)

-          Organizzare le attività assistenziali tenendo conto dei tempi e delle risorse, stabilendo a priori, rispetto alla competenze, chi deve fare cosa

19     Attribuire al personale di supporto, sulla base della valutazione delle necessità assistenziali delle persona assistite, le attività assistenziali conformi al loro profilo

-          Attribuire al personale di supporto le attività assistenziali conformi al proprio profilo

-          Riconoscere le varie figure sanitarie ed ausiliari presenti nell’unità lavorativa, stabilirne le competenze e delegare le attività assistenziali conformi al profilo

20     Interagire con componenti dell’équipe facilitando i rapporti e apportando contributi costruttivi

-          Interagire in modo costruttivo con i componenti dell’èquipe, sia essa medica, infermieristica o di supporto

-          Lavorare a stretto contatto con medici, infermieri, oss, tecnici, ecc, in modo da assistere adeguatamente il paziente , riuscendo ad integrare le proprie competenze a quelle delle altre figure sanitarie

-          Collaborare con l’èquipe per il raggiungimento degli obiettivi stabiliti

-          Assumersi le proprie responsabilità derivati dal ruolo

21     Intervenire costruttivamente nell’analisi e nella soluzione dei problemi evidenziati   nell’organizzazione dell’assistenza

-          Individuare i problemi evidenziati nell’organizzazione dell’assistenza

-          Analizzare e trovare una soluzione dei problemi

-          Riconoscere le difficoltà di natura organizzativa

-          Ricercare una soluzione, attraverso interventi mirati a superare il problema organizzativo

 

 

FUNZIONE FORMAZIONE ED AUTOFORMAZIONE

 

22     Autovalutare il proprio livello di competenza professionale e segnalare i propri bisogni di formazione

-          Autovalutare il proprio livello di competenza raggiunto e segnalare i propri bisogni di formazione

-          Riconoscere e descrivere il proprio bisogno formativo

-          Pianificare il metodo per colmare i propri bisogni formativi

-          Analizzare la propria performance

23     Realizzare attività di autoformazione e documentare il percorso di apprendimento svolto

-          Realizzare attività di autoformazione e documentare il percorso di apprendimento

 

24     Realizzare attività di guida di studenti, di altri operatori in formazione

-          Realizzare attività di guida di studenti, di altri operatori in formazione

 

NB: Sebbene questo punto non sia valutabile al secondo anno,nulla vieta allo studente  di trasmettere il “sapere infermieristico” ai  compagni di tirocinio in difficoltà in un’ottica di formazione tra futuri  professionisti

             Orientare lo studente all’interno dell’UO

             Affiancare a supportare lo studente nel suo percorso

             Fornire spunti di autoformazione

Oggetto:
Ultimo aggiornamento: 14/05/2015 15:11
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